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Esercizi spirituali 2026

  • Giovani dal 13 al 15 marzo, in collaborazione con la diocesi.

  • Adulti dal 20 al 22 marzo.

Nel prossimo mese di marzo si proporranno gli esercizi spirituali: per i giovani saranno dal 13 al 15, in collaborazione con la diocesi, mentre per gli adulti dal 20 al 22. Luoghi, modalità di iscrizioni e tutte le informazioni logistiche saranno presentate in seguito. In queste righe vogliamo soffermarci sull’importanza di vivere in un tempo e in un luogo particolari gli esercizi spirituali. Ci lasciamo aiutare dall’inventore, se così si può dire, di questa proposta: Sant’Ignazio di Loyola, vissuto nel Cinquecento. A partire dalla propria esperienza interiore, e quindi spirituale e riflettendo sulla medesima esperienza, nel 1548 ha scritto un libretto sugli esercizi spirituali, rivolto a chi li guida, il cosiddetto “predicatore” e a chi li vive. Ci basta comprendere la prima annotazione:
Con il termine di esercizi spirituali si intende ogni forma di esame di coscienza, di meditazione, di contemplazione, di preghiera vocale e mentale, e di altre attività spirituali.
Infatti, come il passeggiare, il camminare e il correre sono esercizi corporali, così si chiamano esercizi spirituali i diversi modi di preparare e disporre l’anima a liberarsi da tutte le affezioni disordinate e, dopo averle eliminate, a cercare e trovare la volontà di Dio nell’organizzazione della propria vita in ordine alla salvezza dell’anima.
La prima frase è abbastanza facile e comprensibile. Tali esercizi sono insomma tutta la vasta modalità di preghiere e di attenzioni alla propria interiorità per incontrare il Signore. Tali attività sono definite da sant’Ignazio con il termine “esercizio”, che propriamente si riferisce alle cose corporali. L’analogia non è casuale, ma propriamente voluta e ricorre subito a tre esercizi fisici: passeggiare, camminare, correre. È interessante l’incalzare di queste tre attività, la prima richiama tranquillità, gusto, relax; la seconda un certo impegno, che richiede di per sé anche una modalità di vestito; infine la terza è il massimo del movimento, di respiro, di battiti cardiaci, di resistenza. Similmente sono anche le nostre attività interiori, appunto gli “esercizi spirituali”.
Perché, si chiede Ignazio, e anche noi, fare tali esercizi? Non basta andare a messa almeno la domenica e fare qualche preghiera al mattino e alla sera? Che cosa dobbiamo fare di più? Nella bibbia non c’è scritto di fare gli esercizi spirituali e non sono nemmeno un precetto della Chiesa da osservare. Ecco il punto decisivo dell’importanza data, così come sant’Ignazio ci spiega. Il raccoglimento, secondo le diverse modalità, è finalizzato a rendere pronto e capace il nostro cuore a disfarsi di tutti quegli orientamenti e atteggiamenti disordinati, ossia egoistici, che tendono a riempirci. Una volta liberi si dovrà cercare e trovare la volontà di Dio, il bene che Dio ha per me, e che non coincide con quel disordinato anelito di accontentarci dell’immediato, del più facile, che sia anche la stessa salute. Occorre orientarci sulla via della vera salute, che nel linguaggio ignaziano è detto “la salvezza dell’anima”. Ossia: il bene per me oggi, quello che il Signore desidera, che porti a compimento la pienezza della nostra umanità: questa è la salvezza che Lui vuole, che non mi lasci ingannare dal peccato, che mi conduce alla tristezza. Dunque pregare tutti i giorni va bene, andare a messa è la cosa più grande che ci sia, tuttavia rischiamo di vivere queste “cose” in modo esteriore, come un dovere subito, più che un gusto che tocca il nostro cuore. Rischiamo di fare “i separati in casa”, ossia, sì ci stiamo con il Signore, ma di fatto non c’è autentica relazione, ognuno va per la sua strada e non vivo più la volontà di Dio in me.
Occorre darsi del tempo affinché questo possa accadere, perché è facile attribuire a Dio i nostri pensieri, se non addirittura quelli che provengono dal nemico. A volte infatti una suggestione del maligno si camuffa sotto la veste di un angelo di luce e di conseguenza siamo ingannati e così il nostro discernimento si conclude frettolosamente e ne rimaniamo alla fine disgustati, perché non sperimentiamo la vera salvezza, la vera libertà interiore.
Gli esercizi spirituali sono pertanto rivolti a tutti, come tempo di grazia, nel quale vivere l’incontro con Dio, nella nostra interiorità, per scoprire quei sentieri che ci illudono di essere con il Signore. Gli esercizi spirituali ci aiutano a scoprire la sua volontà per me oggi e così diventare capace di operare secondo il progetto di Dio.
Gli esercizi spirituali di marzo, sebbene brevi e limitati, possono essere un aiuto per ciascuno di noi, desiderosi di stare con Dio, di essere in comunione con Lui, di essere davvero uomini e donne che vivono l’immagine e la somiglianza di Dio, nella concretezza della vita, nelle scelte quotidiane, insomma nel modo di essere, di pensare, di agire.
Da queste considerazioni, ecco l’invito a tutti quanti affinché possiamo scegliere di vivere questo tempo prezioso. Non è un avanzo o un ritaglio di tempo, ma una scelta che implica di scartarne altre.